L’autostima non è semplicemente “piacersi”.
In psicologia indica il valore che attribuiamo a noi stessi.
È il risultato di un dialogo interno continuo: il modo in cui giudichiamo le nostre capacità, il nostro comportamento e il nostro posto nel mondo.
Quando l’autostima è equilibrata, una persona riesce a:
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riconoscere i propri punti di forza
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accettare i propri limiti
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affrontare errori e difficoltà senza sentirsi definita da essi
Quando invece l’autostima è fragile, ogni errore può diventare la prova di non essere abbastanza capaci, abbastanza bravi o abbastanza all’altezza.
Bassa autostima: quando nasce la sensazione di non essere mai abbastanza
La bassa autostima raramente nasce all’improvviso. Spesso si sviluppa nel tempo attraverso esperienze che lasciano una traccia nel modo in cui ci percepiamo.
Può essere influenzata da:
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esperienze di critica o giudizio frequente
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aspettative molto elevate verso se stessi
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confronti costanti con gli altri
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esperienze di fallimento o rifiuto
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ambienti in cui si è ricevuto poco riconoscimento
Con il tempo queste esperienze possono trasformarsi in convinzioni profonde. Frasi come:
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“Non sono capace”
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“Gli altri sono sempre meglio di me”
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“Qualunque cosa faccia non è abbastanza”
diventano parte del dialogo interno quotidiano.
Ed è proprio questo dialogo interno che alimenta l’insicurezza.
Insicurezza: quando il dubbio su se stessi diventa costante
L’insicurezza è una delle manifestazioni più comuni della bassa autostima.
Chi vive questa esperienza tende spesso a:
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mettere in dubbio le proprie capacità
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temere il giudizio degli altri
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sentirsi inadeguato in molte situazioni
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evitare sfide o opportunità per paura di fallire
Il risultato è un circolo particolare: più si evitano le situazioni che potrebbero confermare le proprie capacità, più la percezione di non essere all’altezza si rafforza.
La mente, nel tentativo di proteggersi dal fallimento, finisce così per limitare le possibilità di crescita.
Autostima e pensieri: il ruolo del dialogo interiore
Uno degli aspetti più importanti dell’autostima riguarda il modo in cui parliamo a noi stessi.
Molte persone con bassa autostima hanno un dialogo interiore molto critico. Spesso non se ne accorgono nemmeno, perché quella voce è diventata familiare.
Pensieri come:
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“Non dovevo sbagliare”
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“Gli altri lo farebbero meglio”
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“Sto facendo una figuraccia”
possono diventare automatici.
L’approccio cognitivo-comportamentale, utilizzato anche nel lavoro clinico della dottoressa Patrizia Morretta, aiuta proprio a riconoscere questi schemi di pensiero e a modificarli gradualmente.
Quando cambiano i pensieri, cambia anche il modo in cui una persona percepisce se stessa.
Si può costruire l’autostima?
La risposta breve è sì. Ma non è un processo immediato.
L’autostima si sviluppa attraverso esperienze di consapevolezza, piccoli cambiamenti e nuove modalità di interpretare ciò che accade.
Nel percorso psicologico si lavora spesso su diversi aspetti:
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riconoscere e mettere in discussione le convinzioni negative su se stessi
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sviluppare maggiore consapevolezza delle proprie risorse
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imparare a gestire il confronto con gli altri
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costruire un dialogo interiore più equilibrato
Con il tempo questo processo permette di ridurre l’insicurezza e la sensazione di sentirsi mai abbastanza.
Quando chiedere supporto psicologico
Capita a molte persone di attraversare periodi di dubbio su se stesse. Tuttavia quando la bassa autostima diventa costante e influenza le scelte, le relazioni o il lavoro, può essere utile chiedere supporto.
Un percorso psicologico aiuta a comprendere da dove nasce questa percezione e a sviluppare strumenti concreti per rafforzare l’autostima.
Se desideri ricevere informazioni o prenotare un colloquio puoi contattare lo studio tramite la pagina contatti:
https://www.patriziamorretta.it/contatti/
Oppure scrivere direttamente su WhatsApp al 338 878 3049.
L’autostima non è qualcosa che si possiede per natura o che compare improvvisamente nella vita. È il risultato di un percorso fatto di esperienze, interpretazioni e relazioni.
Quando si vive con insicurezza, bassa autostima o con la sensazione di non essere mai abbastanza, può sembrare che questa percezione sia parte della propria personalità. In realtà spesso è solo il risultato di schemi appresi nel tempo.
E ciò che è stato appreso può anche essere trasformato.

